Il buono, il brutto e il cattivo contenuto

Ok, prima di far impazzire la gente come il tizio qui sopra, forse è bene segnalare quando un contenuto ci sembra pericoloso per la sensibilità altrui o capace di rovinare l’immagine/reputazione di qualcuno che non lo merita. Non sempre è facilissimo e non sempre il contenuto che riteniamo inopportuno lo è davvero per la comunità. Bisogna stare molto attenti a distinguere tra gusto personale e pericolo oggettivo. Io non saprei dire se il video che stava guardando il ragazzo qui sopra fosse da segnalare, ma forse il proprietario del pc la pensa diversamente… Chi può dirlo?

Buona navigazione!

Un posto pulito, illuminato bene…

Eh, già, a volte il lavoro può essere un po’ stressante, non è vero? Lino Banfi reagisce così, ma in realtà ci sono delle regole precise su come impostare la nostra routine per evitare effetti collaterali…

ginnastica-in-ufficio

Basta, ad esempio, cliccare su Google “lavoro al videoterminale” per trovare una marea di pagine in cui si spiega qual’è la posizione corretta per stare seduti davanti ad un pc. Certo, il sogno di molti sarebbe lavorare da casa, ma anche lì il problema dello stare seduto alla scrivania rimane. Chissà se anche Homer lo sa:

Buon lavoro!

Toglietemi tutto, ma non il mio Iphone…

Ho una buona notizia per voi: se quanto accade nella seconda parte del video non vi è successo almeno una volta nella vita, allora siete stati selezionati per entrare a far parte del corpo degli X-Men.

Per tutti gli altri comuni mortali, un piccolo invito a riflettere su quanto è diventato importante per noi avere sempre a portata di mano il proprio dispositivo, che sia uno smartphone, un tablet o un computer portatile. Ci sono ricerche di fior fior di professori che sostengono che la nostra sia una vera e propria dipendenza. So che molti non saranno d’accordo, ma è anche vero che gli elementi che forniamo ogni giorno per darglielo a credere sono moltissimi. Basterebbe fare un po’ di attenzione ed evitare quegli atteggiamenti compulsivi che ci spingono ad utilizzare il telefono in qualsiasi situazione, anche quando magari non sarebbe il caso. In effetti, rischiamo di perderci qualcosa di importante, senza rendercene conto…

Non vado oltre, se state leggendo questo post da un dispositivo portatile, fate un esperimento. Spegnete lo schermo, alzate lo sguardo e stirate i muscoli del collo. Un bel sollievo, vero?

I vigili dicono che hai bevuto? Better call Saul…

Better call saul

Per chi non lo sapesse, l’uomo che vedete qui sopra è Saul Goodman, ovvero l’avvocato più intraprendente degli Stati Uniti d’America. Quando sei nei guai seri, l’unica persona che forse può salvarti è lui. A due condizioni, però: che tu viva in America, che tu abbia un sacco di soldi e, soprattutto, che tu sia un personaggio di “Better Call Saul”, o di “Breaking Bad”, le famosissime serie tv in cui vive Saul.

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Per tutti gli altri, è forse bene farsi due conti prima di cacciarsi in situazioni dove l’unica risorsa che ti può salvare è la fortuna… Parliamo delle volte in cui ci si mette alla guida in condizioni pessime, dopo aver bevuto troppo e non si pensa ai casini che si possono combinare.

Ci sono quelli che si ritengono fortunati ad essere tornati a casa sani e salvi, quelli che vengono fermati ai posti di blocco e tornano a casa col carro attrezzi e quelli che a casa non ci tornano più. I primi rischiano di non cogliere bene quanto hanno rischiato, i terzi lo capiscono troppo tardi, i secondi rischiano di pagare migliaia di euro e non poter guidare per un bel po’.

Tra questi ultimi c’è chi, non potendo chiamare Saul Goodman, prova disperatamente di eludere il famigerato Alcol test, ricorrendo a trucchi e rimedi che, secondo voci di corridoio, dovrebbero ridurre drasticamente il tasso alcolico nel sangue e, dunque, ingannare l’etilometro. Beh, vi diamo una notizia: non ne funziona neanche mezzo. Basta guardare questo video delle Iene in cui Marco Berry le prova tutte…

Risultato? L’unico modo per salvarsi è ASPETTARE, o, più semplicemente, NON GUIDARE.

Buon divertimento!

Leggi bene, mangia meglio!

Scherzaci pure, caro Brian, ma la questione delle etichette è davvero spigolosa. La maggior parte delle persone ingerisce senza saperlo i più svariati tipi di sostanze e composti chimici, utilizzati dalle aziende produttrici per apportare ai loro prodotti delle qualità che, a loro avviso, servono a renderli più appetibili. Coloranti, conservanti, regolatori di sapidità, acidità, etc… Vuoi sapere che effeti possono portare sul corpo questi elementi? Dai un’occhiata qui, poi cerca su Google per trovare altre fonti e fare il confronto.

Tra le varie iniziative volte a sensibilizzare i consumatori alla lettura attenta dell’etichetta, ce n’è una che per noi è degna di nota. Si chiama EDO, ed è un’App che ti permette di risalire a tutte le informazioni su un prodotto fotografando semplicemente il codice a barre sull’etichetta. L’app assegna anche un voto al prodotto e presenta delle alternative migliori in caso questo sia sconsigliato. Guardate qui:

Buona spesa e buon appetito a tutti!

Chimico-nosce?

Forse il ragazzo di campagna nel film ha ragione, ma non è sempre scontato che la quantità convenga più della qualità, soprattutto quando si tratta di prodotti contenenti elementi chimici. Un detersivo più potente potrebbe essere più dannoso per l’ambiente, ad esempio. Siate sempre cauti nella scelta e fate attenzione a quello che riportano le etichette dei prodotti. Su ognuna di queste ci sono dei simboli speciali che ci aiutano a capire quali rischi si corrono in caso che il prodotto non venga usato correttamente. Se volete saperne di più su questi simboli e sul loro significato, basta cliccare qui….

Attenzione, dunque!

Keep calm and… RUN!!!

Qualcuno si è lasciato prendere dal panico, a quanto pare…

La cosa fondamentale, che poi è anche la più difficile da fare quando ci si trova in una situazione di pericolo imminente all’interno di un edificio è restare calmi. Sembra una stupidaggine, ma lasciarsi prendere dalla foga di scappare è davvero facile, perché risponde al nostro istinto di conservazione. Guardandosi intorno, invece, si potrebbero trovare numerosi elementi di aiuto, come le mappe con i percorsi di evacuazione, gli estintori, le pompe antincendio, le indicazioni per le scale di sicurezza o le porte tagliafuoco. In molti uffici ed istituti scolastici, poi, esistono delle procedure standard, ovvero delle azioni programmate che servono a fare in modo che si possa uscire dall’edificio nel modo più veloce ed ordinato possibile, riducendo al minimo la possibilità di incidenti. Se non ne sei a conoscenza, chiedi al tuo dirigente scolastico, o al tuo capo ufficio. Le simulazioni sono obbligatorie durante l’anno e aiutano a prendere confidenza con le varie procedure. Altrimenti finisce come nel video qui sotto! 😀

Meglio evitare, no?

…A saperlo stavo a casa!

Carmageddon è un gioco del 1997 piuttosto bizzarro. Si tratta di una corsa di macchine di cui uno degli obiettivi principali è investire tutti i pedoni lungo il tragitto. Follia? Certamente, ma noi vogliamo usare questo gioco come una denuncia al problema dei pirati della strada e un modo per imparare a salvarsi la pelle. Eh, sì, perché, forse, da questo videogame c’è una cosa che possiamo imparare, da pedoni: renderci sempre visibili. Nel videogame serve a farsi ammazzare, ma nella realtà, invece è il modo più efficace per prevenire brutti incidenti. Soprattutto di notte, quando un abbigliamento scuro può renderci impercettibili anche a distanze ravvicinate, se la strada non è illuminata a dovere. Ecco dunque che alcuni cervelloni stanno studiano dei metodi alternativi per far sì che i pedoni e i ciclisti siano sempre più visibili e gli automobilisti più attenti.

In Spagna, ad esempio, hanno inventato delle strisce “smart”, che si illuminano quando rivelano la presenza di un passante:

Oppure, in Germania, alcuni semafori sono stati trasferiti a terra per far sì che anche i pedoni più distratti (dal loro smartphone) possano accorgersi del rosso:

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Per i ciclisti, invece, si continua a pensare a vari modi per dichiarare l’intenzione di fermarsi, girare, etc…:

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Ma ciò che ci può salvare davvero è la prevenzione. Stare attenti a quello che abbiamo intorno e cercare di prevedere il pericolo prima ancora che si palesi… Buona passeggiata!

Cogito ergo?.. nomico!

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So che li volete subito, quanto meno per fare uno scherzo al vostro compagno di banco. Questi pantaloni touch si possono considerare il simbolo di una continua ricerca tra design ed ergonomia, ovvero la scienza che che si occupa dell’interazione tra gli elementi di un sistema e la funzione per cui vengono progettati allo scopo di migliorare la soddisfazione dell’utente. In poche parole? Qualsiasi cosa venga creata per essere usata dall’uomo può essere studiata in maniera da garantire il miglior comfort nell’utilizzo. Questione di renderci la vita più facile, no?

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Deve essere proprio a questo che devono aver pensato gli inventori della tastiera qui sopra. Secondo loro l’uomo si sarebbe trovato davvero meglio, utilizzando dei tasti verticali suddivisi in questo modo… Che cosa voglio dire? Che non esiste una regola precisa per determinare cosa sia più giusto, ma esistono dei fattori oggettivi sui quali ci si può basare per costruire dei dispositivi (sia reali che virtuali, come un’app o un software) in modo che la famosa User Experience sia delle migliori. Non è un caso se col tempo si è passati, per restare in ambito informatico, da questo:

Apple Joystick IIe and IIc - Side

a questo:

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Forse a volte qualcuno esagera un po’, ma la cosa sicura è che, dopo aver usato questi due dispositivi, non avrete dubbi su quale scegliere per questioni di dolori al polso e reattività. Se poi siete appassionati di esperimenti estremi, allora guardate questi:

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Bizzarro, vero? E siamo rimasti solo nel campo delle tastiere! Fate una prova, provate a digitare su Google Immagini: “Weird ergonomic things” e guardate un po’ cosa vi esce… Buona navigazione! W l’ergonomia!

Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?

Vi è mai capitato di perdervi e non avere la minima idea di dove andare perché non ci sono cartelli o indicazioni, neanche a pagarle oro?

Beh, Totò e Peppino provavano a risolverla così, ma in realtà il problema rimane e questo ci dà in qualche modo la misura di quanto il cartello giusto, messo al posto giusto, sia fondamentale. Purtroppo non sono soltanto i cartelli dei luoghi, quelli che scarseggiano. Molto spesso accade che là dove ci sarebbe un pericolo da segnalare, come un dosso, una frana, la possibilità di caduta massi o anche solo l’eventualità di attraversamento della carreggiata da parte di animali, il cartello non c’è. Magari perché è stato rimosso, o perché il pericolo si è creato in un momento successivo al controllo, fatto sta che gli incidenti stradali causati dalla segnaletica danneggiata o mancante sono tantissimi e spesso possono portare anche a conseguenze gravi o, addirittura la morte.

Anche la distrazione è uno dei fattori primari che determinano gli incidenti alla guida. Per cui non basta che ci siano i cartelli giusti, bisogna anche preoccuparsi di mantenere sempre la concentrazione, sia quando si guida che quando si è sulla strada per qualsiasi altro motivo. Fate attenzione dunque, perché la strada potrebbe riservare delle sorprese a dir poco bizzarre. Tipo questa:

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E pare che non ci sia neanche un cartello!!