Diamo i numeri.

Fortunatamente questo che avete appena visto è un falso allarme. Si tratta di uno scherzo di cattivo gusto che ha fatto ormai il giro del mondo per via della reazione di Sandra Milo, ritenuta da alcuni molto divertente.

La verità è che ogni giorno i centralini dei numeri di emergenza devono fare i conti con numerose telefonate “sbagliate”, ovvero fatte per motivi futili, o effettuate per sbaglio dalla tastiera del telefono che struscia nella tasca oppure fatte per scherzo da buontemponi. Attenzione però: in Italia esiste il reato di procurato allarme, che punisce con una multa salata tutti coloro che hanno attivato una procedura di emergenza senza che ce ne fosse la necessità. Certo, se vi parte per sbaglio una chiamata alla polizia perché avevate il cellulare nella borsa o ci stava giocando il vostro cuginetto di tre anni è molto probabile che saranno clementi, ma in altri casi è meglio non metterli alla prova. Tirare il freno di un treno senza motivo, attivare un allarme antincendio o chiamare a scuola dicendo che c’è una bomba, non è assolutamente consentito.

A volte, però, può capitare che la colpa di alcuni “disguidi” non sia propriamente nostra, come è successo un anno fa in America, quando tutti i possessori di Iphone che chiedevano a Siri informazioni sull’11 settembre si ritrovavano improvvisamnte a parlare con il centralino del 911, il numero delle emergenze! Guardate un po’ qui!

A volte dare i numeri è molto più semplice di quanto si possa immaginare!

Chi casca bene e chi casca male…

Da quando il casco è diventato obbligatorio, le aziende produttrici si sono sbizzarrite nel tentativo di trovare forme, stili e colori in grado di attirare i motociclisti. A volte sono usciti dei capolavori, a volte un po’ meno… Abbiamo raccolto per voi alcune immagini di quelli che per noi sono i caschi più strani e stravaganti del mondo, in una galleria che chiameremo: “Ma cosa ti sei messo in testa?”:

C’è chi ci crede davvero:

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SpiderManhelmet

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Chi se la ride:

Weird Motorcycle Helmets - 10

chi un po’ meno:

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Chi immagina un secondo utilizzo del prodotto:

Creative Motorcycle Helmets1

Weird Motorcycle Helmets - 13

Chi vuole avere “la capa fresca”:

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E chi invece vuole far vedere a tutti che ha “la capa fresca”:

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Ma attenzione! Per quest’ultima categoria potrebbero esserci effetti collaterali indesiderati:

Voi che cosa avete in testa?

I vigili dicono che hai bevuto? Better call Saul…

Better call saul

Per chi non lo sapesse, l’uomo che vedete qui sopra è Saul Goodman, ovvero l’avvocato più intraprendente degli Stati Uniti d’America. Quando sei nei guai seri, l’unica persona che forse può salvarti è lui. A due condizioni, però: che tu viva in America, che tu abbia un sacco di soldi e, soprattutto, che tu sia un personaggio di “Better Call Saul”, o di “Breaking Bad”, le famosissime serie tv in cui vive Saul.

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Per tutti gli altri, è forse bene farsi due conti prima di cacciarsi in situazioni dove l’unica risorsa che ti può salvare è la fortuna… Parliamo delle volte in cui ci si mette alla guida in condizioni pessime, dopo aver bevuto troppo e non si pensa ai casini che si possono combinare.

Ci sono quelli che si ritengono fortunati ad essere tornati a casa sani e salvi, quelli che vengono fermati ai posti di blocco e tornano a casa col carro attrezzi e quelli che a casa non ci tornano più. I primi rischiano di non cogliere bene quanto hanno rischiato, i terzi lo capiscono troppo tardi, i secondi rischiano di pagare migliaia di euro e non poter guidare per un bel po’.

Tra questi ultimi c’è chi, non potendo chiamare Saul Goodman, prova disperatamente di eludere il famigerato Alcol test, ricorrendo a trucchi e rimedi che, secondo voci di corridoio, dovrebbero ridurre drasticamente il tasso alcolico nel sangue e, dunque, ingannare l’etilometro. Beh, vi diamo una notizia: non ne funziona neanche mezzo. Basta guardare questo video delle Iene in cui Marco Berry le prova tutte…

Risultato? L’unico modo per salvarsi è ASPETTARE, o, più semplicemente, NON GUIDARE.

Buon divertimento!

…A saperlo stavo a casa!

Carmageddon è un gioco del 1997 piuttosto bizzarro. Si tratta di una corsa di macchine di cui uno degli obiettivi principali è investire tutti i pedoni lungo il tragitto. Follia? Certamente, ma noi vogliamo usare questo gioco come una denuncia al problema dei pirati della strada e un modo per imparare a salvarsi la pelle. Eh, sì, perché, forse, da questo videogame c’è una cosa che possiamo imparare, da pedoni: renderci sempre visibili. Nel videogame serve a farsi ammazzare, ma nella realtà, invece è il modo più efficace per prevenire brutti incidenti. Soprattutto di notte, quando un abbigliamento scuro può renderci impercettibili anche a distanze ravvicinate, se la strada non è illuminata a dovere. Ecco dunque che alcuni cervelloni stanno studiano dei metodi alternativi per far sì che i pedoni e i ciclisti siano sempre più visibili e gli automobilisti più attenti.

In Spagna, ad esempio, hanno inventato delle strisce “smart”, che si illuminano quando rivelano la presenza di un passante:

Oppure, in Germania, alcuni semafori sono stati trasferiti a terra per far sì che anche i pedoni più distratti (dal loro smartphone) possano accorgersi del rosso:

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Per i ciclisti, invece, si continua a pensare a vari modi per dichiarare l’intenzione di fermarsi, girare, etc…:

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Ma ciò che ci può salvare davvero è la prevenzione. Stare attenti a quello che abbiamo intorno e cercare di prevedere il pericolo prima ancora che si palesi… Buona passeggiata!

Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?

Vi è mai capitato di perdervi e non avere la minima idea di dove andare perché non ci sono cartelli o indicazioni, neanche a pagarle oro?

Beh, Totò e Peppino provavano a risolverla così, ma in realtà il problema rimane e questo ci dà in qualche modo la misura di quanto il cartello giusto, messo al posto giusto, sia fondamentale. Purtroppo non sono soltanto i cartelli dei luoghi, quelli che scarseggiano. Molto spesso accade che là dove ci sarebbe un pericolo da segnalare, come un dosso, una frana, la possibilità di caduta massi o anche solo l’eventualità di attraversamento della carreggiata da parte di animali, il cartello non c’è. Magari perché è stato rimosso, o perché il pericolo si è creato in un momento successivo al controllo, fatto sta che gli incidenti stradali causati dalla segnaletica danneggiata o mancante sono tantissimi e spesso possono portare anche a conseguenze gravi o, addirittura la morte.

Anche la distrazione è uno dei fattori primari che determinano gli incidenti alla guida. Per cui non basta che ci siano i cartelli giusti, bisogna anche preoccuparsi di mantenere sempre la concentrazione, sia quando si guida che quando si è sulla strada per qualsiasi altro motivo. Fate attenzione dunque, perché la strada potrebbe riservare delle sorprese a dir poco bizzarre. Tipo questa:

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E pare che non ci sia neanche un cartello!!

Bici da Nobel!

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L’Italia non è ancora tra la lista dei paesi bike friendly in Europa, purtroppo, ma non si può dire che tra gli italiano non ci sia chi della bici ha fatto una vera e propria missione. La nostra connazionale, l’eporediese (abitante di Ivrea – sì, si dice così!) Paola Gianotti, dopo il fallimento della sua azienda nel 2012 ha deciso di dedicare la sua vita ai pedali. Nello stesso anno ha compiuto un’impresa da record: il giro del mondo in bicicletta. 29.430 chilometri in solo 144 giorni (e ha dovuto fermarsi anche un bel po’ per un incidente in Arizona, eh!) Ma quel che più conta è che Paola, quest’anno, si è prodigata in un’altra impresa memorabile, portata a termine lo scorso 29 Gennaio: pedalare dall’Italia fino ad Oslo per presentare la candidatura della bicicletta al Premio Nobel per la Pace.  Ecco il tragitto che ha compiuto.

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Incredibile, vero?? Eppure ce l’ha fatta!

Potete seguire il resoconto delle varie tappe qui.

Bene, se adesso vi  è venuta voglia di andare un po’ di più in bici, fatelo immediatamente, ma ricordatevi che la strada è sempre piena di pericoli, per cui prima di partire attrezzatevi ed informatevi per bene, ad esempio leggendo qui.

Buona pedalata!